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Il workshop “Teatro e Didattica Interdisciplinare” propone un percorso esperienziale rivolto a docenti, educatori e formatori che desiderano integrare il linguaggio teatrale nella propria pratica didattica.
In un tempo in cui la scuola ricerca nuove modalità di apprendimento condiviso e trasversale, il teatro si rivela uno strumento potente per unire corpo, emozione e conoscenza.
Attraverso giochi teatrali, esercizi di gruppo e attività creative, i partecipanti scopriranno come il teatro possa trasformarsi in una forma di didattica incarnata, capace di attraversare ogni disciplina: dalla matematica all’arte, dalla lingua alla musica.
Il corpo diventa mappa e linguaggio, la scena diventa spazio di scoperta, la relazione diventa veicolo di apprendimento.
L’obiettivo del percorso è fornire strumenti concreti e immediatamente applicabili nella quotidianità scolastica, mostrando come l’esperienza teatrale possa favorire cooperazione, fiducia, empatia e senso di appartenenza.
Ogni incontro intreccia teoria e pratica, stimolando i docenti a progettare attività interdisciplinari che nascano dal movimento, dall’immaginazione e dall’ascolto reciproco.
Didattica Formativa
Io + io + io = Noi – Il teatro come costruzione del gruppo e della didattica condivisaOgni percorso educativo inizia dal gruppo, e il gruppo nasce dall’incontro tra individui.
Nel primo incontro i partecipanti saranno guidati a scoprire come il linguaggio teatrale possa diventare un mezzo per costruire coesione, collaborazione e fiducia reciproca.
Attraverso esercizi di training creativo, attività di brainstorming condivise (anche con il supporto di strumenti digitali come Canva) e giochi di improvvisazione interdisciplinare, il laboratorio mostra come il teatro possa inserirsi nella quotidianità didattica senza la necessità di un esito spettacolare.
Il concetto di Epokè — la sospensione del giudizio — diventa la base per creare un ambiente in cui ciascuno possa esprimersi senza timore di errore, trasformando la classe in un piccolo organismo cooperativo in cui l’apprendimento nasce dal gioco e dall’ascolto.
Nel secondo incontro il corpo diventa lo strumento primario di ogni processo educativo e creativo.
Attraverso camminate ritmiche, esercizi di consapevolezza spaziale, composizioni collettive e “quadri improvvisati”, si esplorerà il valore pedagogico del movimento come linguaggio universale.
Il corpo è ciò che precede la parola, è la prima grammatica della relazione: ci insegna a percepire i confini, a riconoscere la presenza dell’altro, a rispettare il ritmo comune.
Le attività, accompagnate da momenti di riflessione e mappatura concettuale, permetteranno di comprendere come l’esperienza fisica possa essere integrata nella didattica per facilitare l’ascolto, la fiducia e la collaborazione tra gli alunni.
La corporeità, in questa prospettiva, non è solo strumento scenico ma pedagogia incarnata.
Il terzo incontro rappresenta un passaggio dal gesto alla musica, dal ritmo interiore alla risonanza collettiva.
Attraverso la creazione di musicogrammi corporei e la sonorizzazione dei movimenti, i partecipanti sperimenteranno la potenza del ritmo come elemento di connessione tra persone e saperi.
Ciascuno porterà in laboratorio un’immagine o un’opera d’arte, che diventerà la sorgente di un piccolo processo creativo: dal visivo al sonoro, dal gesto all’emozione.
L’obiettivo è esplorare l’empatia come forma di apprendimento: riconoscere nell’altro la stessa vibrazione che attraversa il proprio corpo.
L’arte e il teatro, uniti in un linguaggio sensoriale e immediato, mostrano come la conoscenza possa nascere anche dal silenzio, dal ritmo, dall’immaginazione condivisa.
Il quarto incontro apre alla dimensione simbolica del personaggio come specchio del sé.
Partendo da un’opera o da un’immagine scelta in precedenza, ogni partecipante sarà invitato a “indossarla”, reinterpretarla, destrutturarla, fino a dar vita a una figura nuova e autentica.
Attraverso la scrittura di due lettere — una rivolta al proprio personaggio e una scritta dal personaggio stesso — si costruirà un dialogo immaginario che diventa esercizio di consapevolezza e di empatia.
Questo lavoro permette di riflettere sul rapporto tra identità e ruolo, tra autenticità e rappresentazione: la stessa tensione che ogni docente o educatore vive quotidianamente nel suo agire professionale.
La restituzione collettiva, che conclude l’incontro, rappresenta un momento di condivisione e di risonanza emotiva, dove la narrazione personale si trasforma in esperienza pedagogica.
Il percorso si chiude con un incontro dedicato al linguaggio poetico come forma di restituzione e di sintesi.
Guidati dall’ascolto di un haiku, i partecipanti entreranno in uno stato di rilassamento e immaginazione, lasciando che parole, suoni e gesti diventino strumenti di espressione.
Attraverso un lavoro collettivo di creazione poetica e performativa, si esplorerà la possibilità di fare della scuola un luogo di bellezza, in cui la conoscenza si intreccia con l’arte e l’emozione.
La poesia, come il teatro, restituisce unità a ciò che la didattica spesso separa: mente e corpo, parola e gesto, individuo e gruppo.
L’incontro finale si conclude con una riflessione condivisa sull’esperienza vissuta e su come il teatro possa integrarsi nella didattica quotidiana per renderla più viva, empatica e generativa.
Il percorso segue la Metodologia AEFT®, che integra teoria, pratica e riflessione pedagogica in un processo di consapevolezza corporea e relazionale.
Ogni incontro si apre con un’attivazione esperienziale, prosegue con una rielaborazione teorica e si conclude con un momento di restituzione e progettazione condivisa.
Il teatro, in questa prospettiva, non è solo rappresentazione ma educazione alla presenza: un modo per rendere visibile il pensiero, per unire le discipline in una visione più umana, poetica e cooperativa dell’apprendimento.
Docente: Dr.ssa Elisa Bernasconi
Date:27 Aprile / 04 - 11 - 18 - 27 Maggio
Orario: 18.00/20.00
Sessione: Lunedi/Mercoledì
Frequenza: On Line
Note di Tutela
Il contenuto di questa proposta (idee, format, titoli e materiali) è riservato e tutelato ai sensi della L. 633/1941 e s.m.i. Ogni utilizzo, diffusione o riproduzione, totale o parziale, senza autorizzazione scritta di AEFT – Accademia Europea Formatori Teatrali è vietato.
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