Un anno di crescita e ricerca pedagogica, in cui il teatro diventa strumento educativo, sociale e comunitario.
Ogni inizio d’anno accademico segna una soglia, un momento di passaggio che non è soltanto organizzativo ma profondamente identitario. Per l’AEFT, il 2025/2026 rappresenta un consolidamento della propria visione: promuovere un teatro che non si riduca a mera rappresentazione estetica, ma che sappia farsi pratica educativa, strumento di trasformazione sociale e terreno di ricerca pedagogica.
Teatro come dispositivo educativo
Nella prospettiva AEFT, il teatro è un dispositivo formativo capace di attivare competenze trasversali in più dimensioni. Sul piano corporeo, favorisce la consapevolezza del proprio corpo, la postura e la qualità del gesto. Sul piano cognitivo, stimola memoria, immaginazione e capacità di concentrazione, sostenendo il pensiero creativo e l’attenzione. Sul piano relazionale, infine, permette di sviluppare ascolto, empatia e cooperazione, ponendo le basi di una vera esperienza comunitaria. Questo approccio si colloca nella tradizione delle grandi pedagogie attive, ma ne rinnova le modalità attraverso la sperimentazione scenica e il dialogo con le neuroscienze, la psicologia e le scienze dell’educazione.
Novità dell’anno accademico 2025/2026
Il nuovo anno accademico porta con sé alcune novità strategiche che rafforzano il progetto complessivo dell’AEFT. L’offerta formativa si amplia con corsi e masterclass avanzati, che propongono percorsi specialistici in teatro sociale, neuroscienze applicate alla scena e pedagogia teatrale. Accanto a questo, prende corpo un sistema progressivo di certificazioni, dal livello base fino al Master Trainer, concepito per definire standard qualitativi chiari e per offrire ai partecipanti titoli realmente spendibili in ambito educativo e professionale. Parallelamente, si avviano gli Avamposti AEFT, poli territoriali pensati come presìdi culturali e pedagogici capaci di diffondere la metodologia a livello locale e di costruire connessioni tra scuole, enti e comunità. A questo si aggiunge la produzione editoriale, con l’avvio della collana Syntagma, che trasferisce in forma scritta il patrimonio metodologico dell’Accademia e crea strumenti di studio e ricerca destinati a docenti, formatori e studiosi.
Educare al teatro, educare con il teatro
L’AEFT si pone come un laboratorio permanente in cui il teatro è al tempo stesso atto educativo e atto sociale. Non si tratta semplicemente di formare attori o registi, ma di generare educatori teatrali capaci di progettare percorsi inclusivi, di facilitare processi di crescita personale e collettiva e di portare la scena nei luoghi più diversi: dalla scuola alle comunità, fino agli spazi della fragilità.
Il nuovo anno accademico è dunque un invito a rinnovare il nostro impegno. Ogni pratica teatrale deve potersi trasformare in esperienza di apprendimento significativo, ogni laboratorio in spazio di cittadinanza attiva, ogni incontro in una comunità di ricerca. Educare al teatro, per l’AEFT, significa credere che la scena sia un luogo in cui la persona incontra la comunità e la comunità si apre a nuove possibilità di crescita e di trasformazione.




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